Li’mbriachidde di Canosa di Puglia

La preparazione de Li ’mbriachìdde di Canosa di Puglia richiede i seguenti ingredienti: 1 kg di farina 00, 200 g. di olio extravergine di oliva coratina, 300 g. di zucchero semolato, 350 ml. di vino bianco aromatico “Ubbriachello”, 2 buste di lievito per dolci.
Procedimento: su una spianatoia distribuire la farina a fontana e aggiungere l’olio extravergine di oliva con lo zucchero e il lievito. Mescolare e impastare aggiungendo il vino fino a raggiungere un composto omogeneo. Preparare i biscotti dando la forma di taralli tondeggianti. Infornare a 180° per circa mezz’ora fino alla doratura. I dolci ottenuti si conservano in recipienti coperti per evitare che diventino duri nell’ambiente a causa della disidratazione.
La tradizione dolciaria natalizia di Canosa di Puglia si contraddistingue per un patrimonio storico e culturale di grande rilevanza. Tra i dolci più rappresentativi di tale tradizione, figurano "Li 'mbriacchìdde”.
Il dolce "Li 'mbriacchìdde", considerato una variante del tradizionale tarallo al vino, si distingue per l’impiego di un vino a bacca bianca derivante da un vitigno specifico: l'Ubbriachiello, conosciuto nel dialetto locale come "mbriacchìdde", da cui prende il nome il dolce. Questi “mbriacchìdde" hanno una forma tonda che richiama i taralli al vino, ma, a differenza di quest’ultimi, che utilizzano un vino bianco generico, nel caso dell’ “mbriacchìdde” veniva in passato impiegato esclusivamente il vino proveniente dal vitigno Ubbriachiello. Tale vitigno a bacca bianca era storicamente diffuso nel territorio di Canosa di Puglia. Pur condividendo l’uso del vino, "Li 'mbriacchìdde" si differenziano per il tipo di vino utilizzato, conferendo al dolce un aroma peculiare che lo rende un prodotto distintivo della tradizione dolciaria di Canosa di Puglia, differenziandolo dalle varianti di taralli al vino presenti in altre zone della Puglia. Il vitigno Ubbriachiello è stato documentato per la prima volta nel 1873 nel volume Annali della Viticoltura ed Enologia Italiana di Giambattista Cerletti, in cui vengono descritti i vitigni del circondario di Canosa.
Questo vitigno, impiegato nella preparazione dei dolci tradizionali, costituisce una testimonianza di una tradizione dolciaria che, pur non formalmente scritta, è stata tramandata oralmente nel tempo. Nonostante Canosa di Puglia fosse prevalentemente un territorio agricolo e analfabeta, alcune ricette, come quella degli "Li 'mbriacchìdde", sono state preservate e trasmesse di generazione in generazione, sia oralmente che per iscritto sui quaderni delle poche nonne che sapevano scrivere.
"Li 'mbriacchìdde" non è solo un dolce tipico della tradizione natalizia, ma è anche un simbolo di come le tradizioni culinarie siano strettamente legate alla storia e alla cultura di un territorio.

